Cool.notes.Night @CIRCUS – 10/OTT/09 – PETER KATZ / acoustic folk-rock, Canada
Nessuno se lo aspettava. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare un epilogo del genere.
Si parla di standing ovation! Roba che non si vede tutti i giorni a Pisticci…
Quando il pubblico comincia a riempire il CIRCUS, il canadese Peter Katz è sul palco e ha tuttal’aria di chi è teso e preoccupato. E non perché si appresta a suonare in terra straniera, lontano dai suoi laghi!
Dopo un tour in Germania non si può essere preoccupati per la lontananza da casa! Peter è perplesso perché i problemi tecnici sembrano insormontabili, nonostante l’ACTinCircus lavori alacremente per trovare una combinazione adeguata. Improvvisamente il cantautore canadese trova la soluzione. Col sorriso sulle labbra e con ampi gesti delle braccia per farsi comprendere al meglio propone I think that the best is play without any speaker. Totally unplugged! Niente mixer e microfoni. Stasera si fa tutto in acustico! Sembra una follia. Tutt’altro! Il ragazzone di Toronto ha ragione e si vede. La particolare acustica del locale, che gli consente di suonare senza alcuna amplificazione, e il pubblico che, facendo il massimo silenzio, tende l’orecchio per apprezzare le sue note, creano un’atmosfera quasi surreale! Un’atmosfera da jazz club americano, fatta di luci soffuse, timidi rumori di stoviglie, sguardi attenti e bicchieri di vino. Manca soltanto il fumo delle sigarette:) Per il resto lo scenario è identico!
La situazione piace, al pubblico e anche a Peter che, pezzo dopo pezzo, si scalda sempre più (anche incoraggiato dal nutrito gruppo di suoi connazionali presente in sala). Nella pausa a metà concerto, tra un boccone e un assaggio, tra una sigaretta e un sorso di vino lucano, si parla della serata, che a sorpresa si sta rivelando interessante.
Si parla di Peter Katz, questo folk singer sconosciuto, almeno in Italia, che non sembra dire niente di così originale, ma lo dice comunque molto bene, con una voce nitida e dal timbro dolce e potente al tempo stesso. Si parla anche di ACTinCircus, l’associazione che è riuscita nell’impresa di ospitare tre, dico tre, artisti di caratura internazionale in meno di due settimane (Anthony Trahair 30/SETT – John Renbourn 4/OTT).
Peter sale di nuovo sul palco e ricomincia, da far suo, a scaldare la platea. Continua a scaldarsi anche lui, introduce i suoi brani e spiega i suoi testi affidandosi a qualche traduttore improvvisato, dedica canzoni ai ragazzi del CIRCUS -for your corazon- e ai soldati italiani recentemente rimasti vittime di un attentato. Invita addirittura il pubblico ad accompagnarlo nel canto, quando, a fine scaletta, propone una cover di “The night they drove old dixie down” dei canadesi the Band, noti per le loro collaborazioni con Bob Dylan.
A fine concerto gli applausi si fanno scroscianti e in piedi il pubblico rende il giusto calore all’artista e agli organizzatori.
Una serata riuscitissima, che premia Peter Katz per le sue indiscusse qualità canore e per la sua freschezza, premia il pubblico presente per la partecipazione attenta e appassionata e infine ripaga ACTinCircus degli sforzi compiuti per la promozione di un evento più unico che raro in quel di Pisticci.
G.D.
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